Intervista a Martina Dogana

WHYsport – Quando, come e perché hai iniziato l’attività di triathleta?

Martina Dogana – La prima gara (uno sprint promozionale) l’ho disputata il 7 maggio 1995 sulla spinta dei miei genitori che da qualche anno avevano iniziato a praticare questo sport. Io al tempo facevo atletica, ero più o meno capace a nuotare e il meccanico mi aveva prestato una vecchia bici di corsa. Di quella gara mi ricordo che mi sono divertita un sacco, non arrivai ultima e così decisi di iniziare ad allenarmi seriamente per provare a cimentarmi in qualche altro appuntamento.

 

Ws – Hai avuto un idolo giovanile che ti ha ispirato?

M. D. – Da piccola ho praticato un sacco di sport: dal pattinaggio artistico a rotelle allo sci di fondo, dal tennis al mini basket all’atletica leggera e ho sempre ammirato i campioni dello sport per la loro tenacia e voglia di migliorarsi sempre. Quando iniziai con il triathlon, i miti erano Mark Allen, Dave Scott e Paula Newby-Fraser. Sicuramente la triathleta che più mi ha ispirato è stata la svizzera Natascha Badman capace di imporsi dall’olimpico all’Ironman al duathlon pur non essendo mai stata una grande nuotatrice. La sua caratteristica: gareggiare sempre con il sorriso! negli anni ho avuto l’onore di gareggiare al suo fianco e l’ho apprezzata ancora di più per il suo stile.

 

Ws – Quante ore ti alleni al giorno?

M. D. –Dipende dal periodo dell’anno e dalla gara che preparo: si va dalle 2 ore alle 5/6 ore giornaliere. Solo quando sono in programma i lunghissimi in bici o i combinati in vista dell’Ironman a volte supero le 7 ore

 

Ws – Ascolti musica durante l’allenamento? Se si, qual è la tua playlist preferita?

Solo quando faccio allenamenti sul ciclomulino, ma normalmente metto la radio o mi guardo la tv. Spesso negli allenamenti lunghi mi sorprendo a canticchiare i ritornelli di canzoni che mi piacciono, ma non mi sono mai allenata con la musica, anzi sono contraria all’utilizzo di iPod o prodotti similari perché disturbano la concentrazione e soprattutto perché sono pericolosi quando ci si allena su strada: con le orecchie occupate, non si avvertono eventuali pericoli!

 

Ws – Che prodotti utilizzi a supporto dei tuoi allenamenti/gare?

M. D. –In borraccia sempre sali minerali (Magnesio+Potassio), poi in base alle ore in programma mi porto dei gel o delle barrette energetiche. A fine allenamento qualche volta integro con le proteine o gli aminoacidi. In più cerco di assumere con regolarità Omega3 e nei mesi più freddi la Vitamina C.

 

Ws – Seguendo la tua dieta, quale piatto preferisci?

M. D. –La mia è una dieta molto varia e ricca e diciamo che mi piace mangiare di tutto. Sono molto golosa e, a differenza di altri atleti, non manca mai un dolcetto a fine pasto. In più mi piace cucinare e cerco di avere sempre in tavola alimenti stagionali. Diciamo che non ho un piatto preferito, ma che in tanti anni ho imparato che con il riso in bianco e il pollo posso sopravvivere in qualsiasi parte del mondo senza rischiare di star male in gara!

 

Ws – Il tuo traguardo più grande nello sport?

M. D. –Sicuramente la vittoria dell’Ironman France 2008. Da lì ho acquisito più consapevolezza dei miei mezzi e ho potuto conquistare altri importanti traguardi.

 

Ws – Cosa puoi consigliare a chi vuole iniziare questo sport?

M. D. –Iniziare con calma, senza farsi travolgere dalle emozioni che questo sport regala, un passo alla volta cercando di mettere sempre al primo posto il divertimento!

 

Ws – Cambieresti qualcosa della tua carriera? Cosa?

M. D. –Non mi piace guardare indietro però ho imparato tanto in questi anni e sono sicura che l’esperienza è un valore assoluto per questo sport, quindi cerco di pormi ancora qualche obiettivo importante.

 

Ws – Come ti vedi tra 10 anni?

M. D. –Me lo chiesero anche 10 anni fa…probabilmente tra 10 anni non sarò più una triathleta PRO, ma sicuramente sarò ancora nel mondo triathlon a divertirmi.

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