Vita da fighter

L’atleta che pratica la sua attività nella “famiglia” degli sport da combattimento deve racchiudere in sé potenza, prontezza di riflessi, velocità e resistenza.
Tutte queste qualità sono raggiungibili solo con allenamenti mirati, alimentazione corretta ed un integrazione specifica per sostenere tutti gli allenamenti e gli incontri che l’atleta dovrà sostenere.
Lo stress psico-fisico a cui viene sottoposto un fighter è molto elevato, quindi il rischio di non riuscire a recuperare nel modo corretto è molto concreto, un “non recupero” crea di conseguenza un calo della performance.

Non riuscire a recuperare tra un allenamento e l’altro può creare altri problemi di varia natura:

–              Overtraining
–              Infortuni
–              Riposo forzato

Un altro aspetto importante ed allo stesso tempo stressante negli sport da combattimento è la ricerca della giusta categoria di peso.
Capita spesso che l’atleta cerchi di gareggiare nella categoria inferiore, rispetto al suo peso forma, per avere maggiori chance di successo.
Questa pratica, chiamata “taglio del peso”, spesso e volentieri porta ad alcuni errori di natura nutrizionale che potrebbero compromettere la prestazione atletica del fighter.

Le soluzioni adottate sono le più disparate:

–              Diete ipocaloriche non bilanciate
–              Saune estreme
–              Restrizione dell’apporto idrico
–              Esercizio fisico con vestiario non traspirante per aumentare la sudorazione

Tutte queste attività possono portare ad un risultato negativo, arrivando sul ring completamente scarichi di energie e disidratati.
L’ideale per chi pratica sport da combattimento sarebbe riuscire a trovare un peso forma ideale da mantenere nel lungo periodo, per poi lavorare di “cesello” nella fase pre-match.
In questo modo l’atleta potrà perdere peso, ma senza incorrere nelle problematiche del “taglio del peso”, naturalmente si dovrà curare al meglio un carico di carboidrati per ripristinare il glicogeno muscolare.
Durante tutto il periodo di preparazione in vista dell’incontro bisognerà seguire un piano specifico per sostenere gli allenamenti, a volte due nello stesso giorno, curando al meglio l’integrazione con supplementi specifici.

La base per una buona integrazione nei giorni di attività è curare le 3 fasi principali:

–              PRIMA
–              DURANTE
–              DOPO

Per fare questo esistono supplementi specifici già bilanciati, formulati “adhoc” per il tipo di sforzo che si andrà a sostenere. La linea FORGED di WHY SPORT nasce appositamente per sostenere il fighter prima, durante e dopo lo sforzo.

Partendo dalla tipologia di allenamenti praticata negli sport da combattimento possiamo differenziare l’utilizzo delle fonti energetiche in base all’intensità dello sforzo:

–              VO2 max superiore 85%: anaerobico = CARBOIDRATI 100%
–              VO2 max tra 60 e 85%: aerobico-anaerobico misto = CARBOIDRATI 70% + GRASSI 30%
–              VO2 max al 50%: aerobico = CARBOIDRATI e GRASSI 50%

L’impatto “mentale” nell’attività degli sport da combattimento può essere elevatissimo, per questo motivo molti atleti di alto livello, in questi ultimi anni, hanno aggiunto nel loro staff dei personal-coach che li aiutano a superare le pressioni a cui sono sottoposti.

Lo stress psico-fisico che subiscono i fighter può diventare “opprimente” al punto tale di compromettere tutto il lavoro fatto per arrivare al top della forma al momento dell’incontro.
Quindi si può tranquillamente affermare che il “fighter” con la F maiuscola è colui che riesce ad esprimere prestazioni di alto livello sia dal punto di vista fisico che mentale.

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